Alla fine degli anni 70 i microprocessori sono ancora qualcosa di completamente sconosciuto. I pochi appassionati che cominciano a studiare il promettente nuovo prodotto cercano di mettersi in contatto tra loro, e formano dei gruppi di hobbisti per scambiarsi materiale, esperienze e creare nuove opportunità. E' famoso il caso del gruppo californiano "Homebrew Computer Club", al quale parteciparono Jobs e Wozniak della Apple, Lee Felsenstein che progettò l'Osborne 1, e tanti altri personaggi che lasciarono il segno nella storia dell'informatica.
Meno noto è invece il caso del coevo G.A.M.E. (Gruppo Amatori Micro-Elaboratori) di Torino, un gruppo di appassionati studenti e professori del Politecnico. Da questo gruppo nasce il sistema a microprocessore PICO, o Picocomputer (non esiste una denominazione univoca) che, come per tanti altri progetti amatoriali del periodo, viene presentato e spiegato sulle riviste di elettronica amatoriale.

Il Pico viene pubblicato per la prima volta su una rivista a metà del 1979, precisamente sul terzo numero di Bit, una delle prime riviste di informatica italiane. Purtroppo la rivista non riporta una data. Gli articoli accreditano come autori, oltre al G.A.M.E., anche il Laboratorio Didattico di Elettronica Applicata dell'Istituto di Elettronica e Telecomunicazioni del Politecnico di Torino.

Il primo articolo, intitolato Volete farvi un "PICOCOMPUTER"?, insegna a modificare una calcolarice tascabile per ottenere un terminale da utilizzare con un sistema a microprocessore. A questo ne seguiranno altri 4 sulla stessa rivista. Tutti gli articoli portano la firma di Dante Del Corso, componente del G.A.M.E., che pochi anni più tardi diventerà professore del Politecnico di Torino.

Parte Numero rivista Argomento Autore
I n.3 1979 Presentazione del sistema D. Del Corso
II n.4 9/10-1979 Scheda unità centrale D. Del Corso
III n.5 11/12-1979 Montaggio e collaudo + listati del monitor D. Del Corso
IV n.6  2-1980 Utilizzo del Picocomputer D. Del Corso
V n.7 4/5-1980 Uso del registratore a cassetta D. Del Corso

Nel secondo articolo inizia la descizione dei circuiti, ma è solo nel terzo, alla fine del 1979, che la forma del PICO viene finalmente svelata.

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Foto da Bit n.5 - Novembre/Dicembre 1979

La scheda base, o CPU, oltre che dello Z80, è dotata di 2kB di RAM, una EPROM 2708 da 2kB, e l'interfacciamento con un bus denominato MUBUS, che consentirà future espansioni. La EPROM contiene un programma di monitor, pubblicato sulla rivista, che consente di interagire tramite la calcolatrice modificata per inserire i programmi, eseguirli e mostrarne i risultati.

Nel quarto articolo vengono spiegati alcuni esempi pratici di utilizzo, tre semplici applicazioni in ambito elettronico complete dei listati dei programmi.

Nel quinto ed ultimo articolo, sulla rivista di Aprile/Maggio 1980, viene presentato il primo progetto di espansione del Picocomputer: l'interfacciamento di un registratore a cassette per la memorizzazione di programmi e di dati.
Viene inoltre mostrata in una piccola foto una nuova scheda tastiera/display (non ancora descritta sulla rivista), che è montata in un contenitore di alluminio insieme alla scheda CPU. Il contenitore funge anche da dissipatore per l'alimentatore.

Sulla stessa rivista viene indicato che è possibile acquistare il Picocomputer presso la Mesa 2 di Milano. Le schede erano proposte in Kit di montaggio: 120.000 Lire per la scheda CPU, 50.000 per la scheda tastiera. Con la scheda per il registratore, la scatola e l'alimentatore si raggiungono le 210.000 Lire. Era disponibile anche montato e collaudato per 260.000 lire (senza alimentatore), una cifra ragguardevole nel 1980. Per dare un termine di paragone la rivista costava 2.000 Lire. Una pubblicità della Mesa 2 di qualche mese più tardi mostrerà prezzi leggermente diversi.

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Pubblicita su Sperimantare di Novembre 1980

Dopo poco meno di un anno, a Novembre 1981, anche la rivista Sperimentare comincia a pubblicare una serie di articoli sul Picocomputer.

Parte Numero rivista Argomento Autore
I 11-1981  Presentazione del sistema Franco Sgorbani
II 12-1981  Schemi ed istruzioni di montaggio Franco Sgorbani
III 1-1982  Colaudo del sistema base Franco Sgorbani
IV 6-1982  Scheda video grafica Franco Sgorbani
V 7/8-1982  Istruzioni scheda video grafica Franco Sgorbani
VI 12-1982  Scheda espansione memoria Franco Sgorbani
VII 1-1983  Utilizzo del debugger e del BASIC Filiberto Boratto

Il prodotto si mostra in una versione aggiornata e viene proposto in diverse configurazioni. Il "sistema base" è composto da due distinte schede: la solita CPU ed una nuova scheda tastiera (la "Tastiera-PICO 2"), collocate ora in un contenitore richiudibile di materiale plastico.
La nuova scheda tastiera fornisce un tastierino esadecimale, un tastierino comandi, 8 display a led a 7 segmanti, ed integra l'interfaccia per il registratore a cassette ed il regolatore di tensione. La EPROM sulla scheda CPU conteneva già le routine per eseuire il trsferimento dei programmi o dei dati.

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Con l'aggiunta di schede aggiuntive si poteva configurare un sistema molto evoluto, dotato di tastiera, interfaccia video e floppy disk.

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Negli articoli su Sperimentare vengono descritti dettagliatamente sia la scheda video-grafica che l'espansione di RAM e ROM. Entrambi i circuiti stampati riportano la sigla "DDC", presumibilmente le iniziali del loro progettista: Dante Del Corso.

La nuova EPROM, oltre a contenere il Monitor e le routine per il registratore a cassette, integrava anche routine di base per gestire la scheda video-grafica.

Grazie alle espansioni era possibile installare sul PICO una versione ridotta del BASIC, più precisamente il Tiny Basic.
E' presumibile che si trattasse dell'adattamento eseguito da un altro componente del G.A.M.E., Franco Maddaleno, anche lui futuro professore del Poltecnico. La sua elaborazione de Tyny Basic, originalmente pubblicato sulla rivista Dr. Dobb's Journal nel 1976, era stata pubblicata sulla rivista Bit nei numeri 4 e 5 del 1979.

Questa nuova versione del Pico era prodotta e spedita dalla ditta GOMA di Torino. Le schede riportano nella serigrafia la scritta "GOMA-TO". La vendita per corrispondenza avveniva tramite la MICRO KIT d Parma, azienda che distribuiva i kit dei progetti apparsi sulla rivista.

La scheda CPU era disponibile sia in kit di montaggio (160.000 Lire) che montata e collaudata (190.000 Lire). La scheda tstiera costava 140.000 Lire in Kit e 170.000 Lire montata. A parte si poteva acquistare la scatola e l'alimentatore. Il costo totale del "sistema base" montato era di 345.000 Lire.

Sul computer fu pubblicato anche un libro, "Guida alla programmazione in Assembler Z80 sul PICO Computer" di Dante Del Corso, già autore degli articoli su Bit.

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Il volume, che ha lo scopo di introdurre alla programmazione in assembler dello Z80, contiene una dettagliata descrizione della macchina ed adirittura le istruzioni di montaggio.

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