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Dal transistor al microprocessore...una storia che continua ancora oggi

Adriano Olivetti aveva per primo capito che per entrare nel mercato dei calcolatori elettronici era di strategica importanza la tecnologia e la capacità di produzione del suo componente fondamentale, il transistor. L'Elea 9003 utilizzava 300.000 transistor, la loro reperibilità ed il loro costo erano fattori fondamentali.
Olivetti è però un'azienda meccanica, e non possiede una struttura tecnica e le risorse umane per affrontare con efficacia la costruzione di semiconduttori.
Esisteva però in Italia un'altra azienda che aveva interessi analoghi. La Telettra, fondata nel 1946 dall'ingegner Virgilio Floriani, era una affermata realtà nel campo delle apparecchiature di telecomunicazione, in particolare radio. Già nel 1955 aveva avviato un laboratorio per la produzione di semiconduttori al germanio. Floriani aveva ottenuto dall'americana Bell una licenza per poter costruire i transistor.
Olivetti entra quindi in contatto con la Telettra. Floriani ricorda l'accaduto con queste parole:

Nel 1957, mentre riflettevo sui problemi che la nuova avventura riversava sulle mie già sovraccariche spalle ricevetti la visita del Dr. Roberto Olivetti e dell’ing. Mario Tchou della Società Olivetti che da poco avevano costituito a Pisa una divisione di calcolatrici elettroniche. A farla breve, dopo una mia visita ad Ivrea, dove conobbi il presidente, Ing Adriano Olivetti, ed i membri del consiglio di quella società, decidemmo di unire le forze per dare vita ad una nuova azienda con partecipazione paritaria Olivetti Telettra. Io proposi il nome Società Generale Semiconduttori SGS.”

L'azienda viene fondata il 16 Ottobre 1957. Si costruisce un nuovo stabilimento in una piccola località lungo l'autostrada Milano-Bergamo, Agrate Brianza. Alla via che ospita lo stabilimento viene dato il nome di Camillo Olivetti.

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Sede SGS da catalogo dell'epoca - scansione gentilmente fornita da Canoro

La SGS strinse un accordo con la General Electric ottenendo la licenza di produzione dei loro transistor al germanio.

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Publicità SGS da Selezione di tecnica radio - TV di Aprile 1960

Sempre nel 1957 in america era stata fondata, per iniziativa di William Shockley, la Fairchild Semiconductor, con l'intento di realizzare transistor al silicio-germanio. L'azienda era riuscita a produrre, già nel 1958, il primo transistor al silicio con un nuovo ed innovativo processo di fabbricazione, detto planare, che presto diventò uno standard nella costruzione di semiconduttori.
Alla SGS gli sviluppi non procedevano con gli stessi successi. La tecnologia dei transistor prodotti, fornita dalla General Electric, era divenuta velocemente obsoleta, e le perdite dei primi anni di esercizio erano considerevoli. Tra il 1957 ed il 1961 l'azienda perse 686 milioni di lire. 

Tramite Dino Olivetti, che viveva negli Stati Uniti, l'azienda viene in contatto con Richard Hodgson della Fairchild Camera and Instrument, che aveva supervisionato la creazione della divisione Fairchild Semiconductor. Dopo una settimana di incontri tra Richard Hodgson e Robert Noyce (direttore generale di Fairchild Semiconductor) e Roberto Olivetti, Tchou e Floriani, viene definito un rapporto di collaborazione tra le due aziende. Fairchild avrebbe fornito alla SGS la sua tecnologia avanzata e l’esperienza di produzione. La SGS diventava la mano della Fairchild in Europa per la produzione e commercializzazione di semiconduttori. Nel 1960 la Fairchild entra nel capitale aziendale con quote paritaria ad Olivetti e Telettra, formando la nuova SGS-Fairchild S.p.A.
La collaborazione porta in SGS la produzione dei transistor con tecnologia planare, sviluppata da Fairchild, che sarà resa operativa nel 1962.

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Publicità SGS transistor al silicio planare
da Selezione di tecnica radio - TV di Luglio/Agosto1962

SGS-Fairchild costruisce in pochi anni stabilimenti di produzione in Gran Bretagna (a Falkirk in Scozia, nel 1963), Francia (1966), Germania (1966) e Svezia (1966).

Gli scambi tecnologici tra le due aziente sono intensi. Tecnici della Fairchild vengono in Italia per assistere l'avvio della produzione. Ingegneri italiani seguono corsi alla Fairchild americana. Tra gli ingeneri che si spostarono in California ricordiamo Federico Faggin, che nel Febbraio 1968 fu inviato negli stabilimenti di Palo Alto a sviluppare la tecnologia MOS a Silicon Gate. Al termine dei 6 mesi previsti Faggin rimane però in Fairchild, dove viene assunto. Nell'aprile 1970 si sposta in Intel, dove realizza il famoso 4004, il primo microprocessore commerciale.

Nel 1967 il gruppo SGS-Fairchild fattura circa 17,5 miliardi di lire, per il 25% in Italia e per il restante 75% nel mercato Europeo. La quota di mercato di SGS è del 30% in Italia e del 9% nel resto d'Europa. Conta complessivamente 3250 dipendenti.
Nel 1966 era stato insediato ad Agrate un laboratorio autonomo di ricerca e sviluppo. Questo doveva realizzare dispositivi mirati alle esigenze del mercato europeo, che erano sempre più differenziate da quelle del partner americano.

Così si esprime Floriani sui primi anni dell'azienda:
La storia della SGS negli anni dal '60 al 67 fu un rapido susseguirsi dapprima di brillanti successi, poi di errori, di delusioni, di valutazioni erate, di reciproca incomprensione da parte di tutti noi azionisti.
I contrasti con il socio americano erano anche legati ad impostazini aziendali contrapposte. Mentre i soci italiani volevano realizzare una fabbrica che potesse progettare e costruire semiconduttori in autonomia, in Fairchild c'era interesse a "tenere in casa" la tecnologia avanzata ed utilizzare lo stabilimento milanese per le operazioni di assemblaggio e quelle a basso contenuto tecnologico eseguite su semilavorati da loro acquistati.

Nel 1968 la Fairchild decise di uscire dalla partnership e cedette il proprio pacchetto azionario ad Olivetti. La stessa operazione fu fatta dalla Telettra, che ormai si trovava in disaccordo con Olivetti sulla gestione dell'azienda.
Lo stesso anno la SGS venne partecipata dall'IRI, l'azienda di stato per la "Ricostruzione Industriale", e dalla FIAT.

Da SGS-Ates a Sgs Microelettronica

All'inizio degli anni 70 l'IRI era nel capitale azionario, oltre che della SGS, di un'altra azienda nel settore dei semiconduttori, la ATES.
Era nata a L'Aquila nel 1959 come ELIT-Elettronica Italiana S.p.A, e produceva valvole termoioniche. L'azienda cambiò presto nome in ATES, Aquila Tubi Elettronici e Semiconduttori, e successivamente diventa Azienda Tecnica ed Elettronica del Sud.

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Public Domain Valvola termoionica ATES - Foto Alf van Beem


Nel capitale aziendale era entrata nel 1961 l'americana RCA, che aveva concesso la licenza di produzione delle sue valvole all'azienda italiana.
Con RCA venne progettata una nuova avventura industriale per la produzione di semiconduttori e componenti passivi, verrà realizzato a questo scopo a Catania un nuovo stabilimento. Nel 1963 viene fondata a Catania la Ates - Componenti elettronici S.p.A.
RCA forniva la tecnologia produttiva, nello stabilimento di Catania venivono assemblati semilavorati provenienti dalla fabbrica RCA di Findlay in Ohio.
L'azienda visse un continuo sviluppo, dai 352 dipendenti del 1967 si giunse alle 2058 unità del 1970.

All'inizio degli anni 70 una forte crisi colpì il settore. Giuseppe Petrilli, presidente dell'IRI, si fece promotore dell'unificazione delle due aziende, per creare un unico polo che potesse meglio fronteggiare la crisi. Il 29 dicembre 1972 SGS si fonde con ATES, formando la SGS-Ates Componenti elettronici S.p.A.
La quota di maggioranza del 60% è di IRI-Stet, ed Olivetti e Fiat detengono il 20% ciascuno.

La nuova società non riesce però ad invertire la rotta. Le perdite continuano e le quote di mercato diminuiscono.
Le difficoltà portano l'azienda a diversificare le attività produttive. Nello stabiliemnto di Catania, che conta 2000 addetti, saranno inserite attività di produzione di cavi e assemblaggi elettromeccanici, che occuperanno fino alla metà del personale.

Lo stabilimento produttivo di Catania (ex ATES) era di fatto una azienda di solo assemblaggio, non era dotato di un settore di Ricerca e Sviluppo, che era invece concentrato negli stabilimenti di Castelletto (ex ATES) ed Agrate (ex SGS). Tra il 1975 ed il 1980 si cerca di risolvere questa difficoltà dotando lo stabilimento di Catania di nuove linee di produzione ed aumentando il know-how tecnologico, ma l'azienda non riesce ad essere competitiva sul mercato.

La SGS-Ates si era disinteressata dei circuiti integrati digitali, preferendo i circuiti integrati analogici e per applicazioni industriali. Con l'avvento del microprocessore si trova però spiazzata e non può fare altro che acquisire licenze di produzione dai costruttori americani. Furono prodotti da SGS diverse CPU dietro licenza: LP8000 di General Instruments (rimarchiato M380) e l'F8 della Fairchild.
Su licenza Zilog (l'azienda creata da Faggin dopo l'esperienza in Intel) produce anche microprocessori delle serie Z80 e Z8000, che verranno anche utilizzati da Olivetti sui propri personal computer.

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CPU Z80 di produzione SGS {{ccac4}} Foto Christian Bassow

Alla produzione dei chip si affianca anche, ad Agrate, una attività di produzione di schede a microprocessore, funzionali allo sviluppo commerciale delle vendite delle cpu. Viene tra gli altri prodotto il Nanocomputer, un sistema su singola scheda con scopi didattici che incontrò un discreto successo.

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SGS Nanocomputer {{ccacn2}} Foto Association WDA

Nel 1980 arriva alla guida dell'azienda Pasquale Pistorio, che proveniva dalla direzione marketing di Motorola. Il nuovo manager intraprende un processo di ristrutturazione e rilancio che, anche attaverso nuove sinergie con università e centri di ricerca, riporta l'azienda in attivo nel 1984.

Nel 1981 viene dismessa la produzione del'optoelettronica (fotodiodi, led e laser). Il centro di ricerca di Castelletto, dove dal 1977 era stata sviluppata questa tecnaologia in collaborazione con CSELT, viene ceduto all'Italtel.

Il 23 aprile 1985 SGS Ates cambia denominazione in Sgs - Microelettronica S.p.A.

Da SGS-Thomson Microelectronics a STMicroelectronics

Nel giugno del 1987 SGS Microelettronica si fonderà con la Thomson Semiconducteurs formando la SGS-Thomson Microelectronics. La sede dall'Italia si trasferisce in Francia.
Parte del portafoglio azionario è detenuto dalla STET (società finanziaria del gruppo IRI che operava nel settore delle telecomunicazioni) che lo passerà nel 1998 a Finmeccanica.
Nel 1998, a seguito dell'uscita dall'azienda del capitale Thomson, l'azienda diventò la STMicroelectronics, tutt'ora operante nella produzione di semiconduttori.

Negli ultimi 20 anni il mercato dei semiconduttori ha vissuto la concentrazione in poche grandi multinazionali. ST è stata protagonista di questo processo attraverso l'acquisizione di numerose aziende, o rami d'azienda, e la creazione di numerose joint venture con altri colossi internazionali.

In ambito informatico ST ha prodotto per un breve periodo, dal 1993 al 1996, CPU per computer di classe 486 e Pentium, in concorrenza con Intel.

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CPU 486 di produzione ST Licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 2.5 Foto Henry Mühlpfordt

Queste CPU non erano in realtà di progettazione ST, che rimarchiava quelle che produceva per Cyrix.

La produzione di ST si è specializzata nei circuiti integerati per applicazioni automotive, nell'elettronica di potenza, nei sensori, anche di tipo MEMS, e nei microcontrollori.
Proprio in questi ultimi, dopo un buon successo della linea ST6, l'azienda intraprende la costruzione di processori con architettura ARM, scelta di successo che costituisce oggi il 30% della produzione di ST.
Curioso notare come in questa scelta di successo si reincontrano due storie originate dalle iniziative Olivettiane, quella della ST, che dalla iniziativa Olivetti ebbe origine con SGS, e quella di ARM. Il progetto ARM era iniziato nel 1983 alla Acorn Computers Ltd. Le gravi difficoltà economiche non abrebbero consentito la soppravivenza dell'azienda se l'Olivetti non fosse intervenuta, nel 1985, acquisendo il 79% della soicietà.

Oggi la ST è ancora un'azienda partecipata dallo stato Italiano (con il 13,75% del capitale). Nel 2018 ha realizzato un fatturato di 9,66 miliardi di dollari, conta circa 46.000 addetti a livello mondiale, di cui circa 10.300 in Italia.
Nel nostro paese sono ancora attivi gli storici stabilimenti di Agrate (ex SGS) e Catania (ex ATES).

Biografia

Salvatore Torrisi, Imprenditorialità e distretti ad alta tecnologia: teoria ed evidenza empirica, Franco Angeli, 2002
Pinella di Gregorio, 1987 Hi tech sotto il vulcano, in Storia mondiale della Sicilia, a cura di Giuseppe Barone,Editori Laterza ,2019
Virginio Cantoni, Gabriele Falciasecca, Giuseppe Pelosi, Storia delle telecomunicazioni - Volume 1, Firenze University Press, 2011
Franco Malerba, The Semiconductor Business: The Economics of Rapid Growth and Decline, University of Wisconsin Press, 1985
Virgilio Floriani,  Ricordi della mia vita, 1980
Desire Olivetti (A cura di), Roberto Olivetti, Quaderni della Fondazione Adriano Olivetti 48, 2003
Stenografico della seduta del 25 gennaio 1968 dell'indagine conoscitiva "ricerca scientifica" della XII commissione permanente, industria e commercio, della camera dei deputati. 

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