Audit A5

Nel 1974 Olivetti presenta due nuove macchine contabili con caratteristiche da calcolatori, L'Audit A7 e l'Audit A5.
L'A5 viene pubblicizzata come "sistema di raccolta e trasmissione dati", nome altisonante che segna il distacco con il vecchio termine "contabile" utilizzato fino ad allora per questo tipo di elaboratori, ma che di fatto risulta riduttivo per definire una macchina che è a tutti gli effetti un "calcolatore elettronico".
Mentre l'A7 si presenta come una postazione fissa, integrata nella scrivania, l'A5 è una macchina di tipo desktop, molto pesante (oltre 50 Kg), ma facilmente trasportabile.

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Audit A5 - Foto Alberto Ramasso

Il design venne affidato ad Ettore Sottsass Jr. che lo curò in collaborazione con Albert Leclerc e come da tradizione Olivettiana risulta elegante, moderno e funzionale.

L'A5 non dispone di un'interfaccia video e grazie alla sua forma che ricorda una macchine da scrivere venne accettata più facilmente dagli utilizzatori ancora restii alle nuove tecnologie.

Assemblate negli stabilimenti Olivetti di Scarmagno (TO), vennero realizzate due serie di A5, la prima caratterizzata dalla scocca di colore marrone aveva prestazioni inferiori alla seconda realizzata successivamente e con scocca di colore bianco.
Il cambio di colore fece soprannominare la A5 bianca "il fantasma della A5".

olivetti a5 bianca tedeschi
Il modello bianco - Foto Paolo Tedeschi

L'unità centrale, chiamata Micro 8, fu sviluppata come "motore" per sistemi di fascia bassa ed è costituita da due piastre standard con integrati di tipo MSI (Medium Scale Integrator, 50/100 transistor per chip, tecnologia bipolare), e fu realizzata in collaborazione prima con Motorola, poi con Mostek.
La memoria RAM installata era inizialmente di 388 byte, e venne successivamente aumentata a 1/2 Kb, 1 Kb e 2 Kb.

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Il display - Foto Alberto Ramasso

E' presente un display composto da 15 luci, di queste 7 danno informazioni sullo stato di funzionamento della macchina e sullo svolgimento del programma ed 8, a doppia lampadina bianca/rossa, sono associate ognuna ad un bit di registro e possono essere pilotate tramite programma.

Dispone di un lettore/scrittore di schede a banda magnetica della capacità di 256 byte sulle quali venivano registrati i programmi.

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Lettore/scrittore di schede magnetiche - Foto Alberto Ramasso

Programmi più pesanti dei 256 byte disponibili potevano essere salvati su più schede.
L'Olivetti forniva un ricco catalogo di software che coprivano le più diffuse esigenze contabili ed amministrative, ed era inoltre possibile farseli personalizzare sulle singole necessità.

cartoline audit
Le cartoline magnetiche - Foto Luigi Serrantoni

La stampa è effettuata sia su carta semplice che su modulo continuo tramite un sistema a testina "golf ball" che imprime 16 caratteri al secondo, lo stesso adottato per le macchine da scrivere della serie Lexikon contemporanee.

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La testina di stampa - Foto Luigi Serrantoni

E' possibile inoltre collegare dispositivi di stampa esterni come la SV 160, una stampante seriale monodirezionale, dotata di una testina a 7 aghi, di progettazione Centronics. La sigla significa Stampante Veloce a 160 caratteri al secondo.

La tastiera è del tipo QZERTY a 78 tasti organizzata in tre sezioni: tasti alfanumerici, numerici e di funzione.

A seconda delle esigenze era possibile collegare alla A5 numerosi dispositivi esterni tra i quali unità a cassette CTU 5400 e CTU 1000, modem LCU 5800, lettori di nastro perforato LN20 e perforatori di nastro PN 20.

E' possibile programmare la A5 utilizzando due diversi linguaggi, il B.A.L. ed il L.I.M.O.

- Il B.A.L., che significa Businnes All-purpose Language o Businnes Assembly Language, è un linguaggio di programmazione sviluppato da Olivetti ed usato tra la metà degli anni '70 e i primi '80 selle sue macchine della serie Audit (A5, A6, A7), sulla successiva linea BCS (2030, 2035, 2099) e sul'M44.
E' un linguaggio di medio livello, dispone di caratteristiche da linguaggi di basso livello, ma richiede minori difficoltà di utilizzo rispetto ad un Assembler.
Il BAL dispone di circa 90 comandi caratterizzati da nomi mnemonici lunghi da 1 a 4 caratteri.

- Il L.I.M.O. (Linguaggio Interattivo Macchina Olivetti) è un linguaggio di programmazione stile Basic.

Nel 1976 venne messa in vendita con il nome di A6 una versione aggiornata della A5 con 4 KB di memoria RAM e due unità FDU, ovvero lettori floppy da 8 pollici della capacità di 256 KB.

L'Audit A5 rimase in produzione sino all'inizio degli anni '80, per poi cedere il passo all'L1 M20, il primo personal computer di nuova generazione prodotto da Olivetti.

Alberto Ramasso (albertoramasso@gmail.com)

 

E' possibile vedere una Olivetti Audit A5 presso:

 

Bibliografia

Siti internet che trattano l'Olivetti Audit A5:

www.storiaolivetti.it/template.asp?idOrd=4&idPercorso=574

www.storiaolivetti.it/fotogallery.asp?idPercorso=616&idOrd=17

www.storiaolivetti.it/percorso.asp?idPercorso=616

www.storiaolivetti.it/fotogallery.asp?idPercorso=616&idOrd=9#viewfotogallery

museo.dagomari.prato.it/singolo.php?cod=13&ord=1

www.old-computers.com/museum/computer.asp?st=1&c=1305

www.paolo.tedeschi.it/collezioni/olivetti/cde/1971-1980/Olivetti_A5.htm

compvter.blogspot.it/2009/10/prima-dei-floppy.html

 

Documenti in archivio

cop prontuarioa7 Audit 7 Reference Table

cop prontuarioa5 Audit 5 Prontuario Istruzioni

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