M20

Olivetti M20 - il personal italiano a 16 bit

Nel 1972 Olivetti fonda a Cupertino, in California, l'Advanced Technology Centre (ATC),.un centro di ricerca e progettazione che si occupa dello sviluppo di numerosi prodotti elettronici, come macchine da scrivere, calcolatrici e fotociatrici.
Nel 1979 a Cupertino inizia lo sviluppo di un nuovo personal computer, che porterà alla realizzazione dell'M20, presentato ufficialmente il 31 marzo 1982.

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I modell M20 ST e BC - Foto Antonio Busi

La macchina era indirizzata ad una utenza professionale e faceva parte di una nuova linea di prodotti, denominata "Linea 1", che nell’ottobre del 1982 si arricchirà delle workstation M30 ed M40.

Come da tradizione, Olivetti aveva curato particolarmente il design, affidandosi in questa occasione ad Ettore Sottsass.

L’M20 era costruito interamente in Italia, nelle linee di Scarmagno (dove si costruiva anche il P6066). Anche la componentistica utilizzata era prevalentemente italiana, Olivetti costruiva infatti floppy drive, hard disk e stampanti.
Su alcune macchine anche la CPU era italiana, era infatti prodotta dalla SGS-ATES su licenza Zilog (erano utilizzate anche CPU della AMD e le originali Zilog).

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La CPU Z8001 della SGS su un M20 - Foto Matteo Pisani

Della macchina furono costruite diverse versioni, le principali erano l'M20 BC (Business Computer) e L'M20 ST (Scientific Technical). Quest’ultimo integrava una doppia interfaccia seriale RS232/current loop e interfaccia IEE-488.

Venne inoltre prodotta la versione M20 D che al posto di uno dei due drive montava un hard disk da da 11.25 MB.

La macchina base (con 1 floppy e monitor monocromatico) costava 4.700.000+IVA, la versione con 2 floppy disk e stampante raggiungeva i 6.850.000+IVA (dati a Maggio 1982). Il prezzo era quindi decisamente interessante per un computer a 16 bit.

Hardware

Seppur non rivoluzionario, l’M20 presenta caratteristiche tecniche interessanti, tra le quali l'utilizzo di un microprocessore a 16 bit, lo Zilog Z8001, che funzionava alla frequenza di 4 MHz. Purtroppo il processore non ebbe una buona accoglienza sul mercato e pochissimi produttori lo utilizzarono. Ma questo fu solo uno dei motivi dello scarso successo dell’M20.

La macchina, ottimamente ingegnerizzata, è composta da un unico grande case in plastica sul quale veniva appoggiato il monitor separato. Il case era internamente rivestito da uno strato di metallizzazione per la protezione dai disturbi elettromagnetici. Internamente la macchina è composta da una grande scheda madre, dall'alimentatore e dalle unità floppy. Nell'amplia scheda madre sono inclusi la scheda video, il controller floppy, una interfaccia seriale RS232 ed un parallela compatibile Centronics.

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Scheda madre dell'M20 - Foto Carlo Merlano

La memoria base era di 128kB e poteva essere espansa tramite 3 appositi slot interni. All’iniziale scheda da 32kb (che consentiva di raggiungere una memoria totale di 224kb) fu affiancata il modello da 128kb, che permetteva di raggiungere i 512kb totali.

Teoricamente l’utente poteva configurare i dischi a suo piacimento, a listino erano presenti come opzioni separate, quindi era possibile acquistare una versione con un solo floppy disk, in realtà non ho mai visto un M20 con floppy singolo. Inizialmente era disponibile unicamente l’unità a doppia faccia da 320kB (286KB formattati), furono poi rese disponibili unità floppy da 160kB e 640kB. Inoltre poteva essere dotato di un hard disk da 10,25 MB.

La scheda grafica integrata offriva una modalità grafica bitmap con risoluzione massima di 512x256. Le modalità testo disponibili erano da 1024 caratteri (64x16) oppure 2000 caratteri (80x25).

Il monitor monocromatico da 12", con filtro antiriflesso, era disegnato per essere posto sopra alla macchina ed era dotato, rarità per l'epoca, di una base basculante e girevole. Inoltre poteva essere spostato sopra la macchina a destra o a sinistra per adattarlo al posto di lavoro.

La macchina era disponibile anche con monitor a colori ma questo richiedeva l'installazione di una o due apposite schede di memoria (da 32 o 128 kB), in quanto il video era “mappato” sulla ram di sistema. Dipendentemente dalle schede installate si potevano visualizzare 4 o 8 colori.

Meno riuscita era l'ergonomia della tastiera, integrata nel case della macchina mentre nel mercato si stavano affermando le più comode tastiere separate. La tastiera dell'M20 risulta inoltre molto "alta", anche perchè sotto la tastiera trova posto una parte della scheda madre.

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La tastiera - Foto Matteo Pisani

La tastiera, dotata di 72 tasti, presenta un tastierino numerico separato con doppio zero. Non sono presenti tasti per le funzioni di “delete" "backspace" o "tab", inoltre non sono previsti tasti funzione specifici.

Esiste però la possibilità di attribuire funzioni personalizzate ai normali tasti alfanumerici utilizzati insieme ai tasti "Command" e “Control" (per questo diversamente colorati). Inoltre due tasti specifici, marchiati S1 ed S2, potevano essere programmati a piacimento dal sistema operativo.

Due slot di espansione consentivano di installare schede opzionali:
- scheda controller hard disk
- scheda doppia seriale, configurabili come RS232 o current loop 20 mA
- scheda interfaccia IEE-488,
- scheda processore aggiuntivo 8086

Software

L'M20 viene dotato di un suo sistema operativo, il PCOS (Professional Computer Operating System), un sistema operativo monoutente e monotask che non troverà nel mercato una calda accoglienza.

All’accensione della macchina la eprom contenente le routine di boot carica in memoria il PCOS dal floppy o dall’hard disk. Nella prima versione del sistema operativo, all'accensione veniva caricato in memoria anche l'interprete basic, riducendo ulteriormente la già esigua memoria disponibile all’utente. Dalla versione 2.0 del PCOS fu reso possibile evitare il caricamento automatico.

Il basic dell’M20, denominato BASIC-8000, è una versione del Microsoft BASIC (release 5.2) esteso per sfruttare le peculiarità della macchina. Sono presenti comandi per gestire l'interfaccia IEE-488 e per sfruttare le potenzialità grafiche della macchina, come comandi per disegnare punti, linee, rettangoli cerchi ed ellissi. E' inoltre già presente una piccola gestione a finestre (fino a 16 finestre indipendenti).

L'Olivetti proponeva un vasto parco di software applicativo che comprendeva il famoso spreadsheet MULTIPLAN e il word processor OLIWORD. Numerose software house italiane svilupparono applicativi per l’M20, particolarmente per i settori gestionali di industria, commercio, pubblica amministrazione e sanità.

Sulla macchina poteva essere utilizzata anche una versione speciale del CP/M per le cpu Z8000, il CP/M-8000. Un emulatore software consentiva l’utilizzo dei programmi scritti per il CP/M-80.

Nel 1984, resosi evidente la difficoltà di sostenere un prodotto non compatibile con MS-DOS, Olivetti introduce una scheda di emulazione, la APB 1086 (Alternate Processor Board), equipaggiata di un Intel 8086 a 8MHz, che permette di utilizzare l'M20 con l'MS-DOS e il C/PM-86. La scheda fu progettata dalla Tecmar.

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Scheda APB 1086 - Foto Antonio Busi

Ma anche questa opportunità non risollevò le vendite di una macchina che il mercato, indirizzato verso la standardizzazione su MS-DOS, aveva già condannato. La produzione cesserà nel 1984 a seguito dell'introduzione dell'M24, dopo averne venduti meno di 40.000 pezzi (di cui 25.000 in Italia). Per non scontentare i clienti e le software-house, Olivetti costruì per l'M24 una scheda di emulazione dotata del processore Z8000, che consentiva di usare tutto il software scritto per M20.  

Fonti documentali

Documentazione commerciale e manuali Olivetti
“Olivetti M20”, MCmicrocomputer n. 8, 1982
“Olivetti M20”, Micro&Personal computer n. 19, 1982
“Personal Olivetti: la famiglia cresce”, Micro&Personal computer n. 40, 1984
“The Docutel/Olivetti M20”, Byte Giugno 1983

Links

http://www.z80ne.com/m20/ L’ottimo sito dedicato all’M20 di Davide Bucci

ftp://ftp.groessler.org/pub/chris/olivetti_m20 l’archivio sull’M20 di Chris Groessler

http://retrocomputing.altervista.org/m20/m20.html le pagine sull’M20 di Carlo

http://www.olivettivintage.org/ le pagine di Antonio Busi sulle macchine Olivetti

http://www.1000bit.net/scheda.asp?id=50 foto e documenti sull’M20 da 1000bit.net
http://80.19.84.100/olivettim20.htmlla mia pagina sull'M20 su http://www.retrocomputing.tk/

 

Documenti in archivio

Numero 6 documenti su 11

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M20 - Manuale "Guida all'installazione e all'uso"
M20 - Manuale "Guida all'installazione e all'uso", in Italiano.
Prima edizione: Aprile 1983.
Riedizione: Settembre 1983.
(Attenzione! File pdf di 48MB) (Documento sul sito http://www.1000bit.it)

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M20 - Manuale "Linguaggio Basic manuale generale"
M20 - Manuale Linguaggio Basic manuale generale, in Italiano.
Terza edizione: Febbraio 1983.
Primo aggiornamento: Giugno 1983.
relativo alle release 1.3 e sucessive.
(Attenzione! File pdf di 47MB) (Documento sul sito http://www.1000bit.it)

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Olivetti L1 M20 Hardware Architecture and Function manual
Olivetti L1 M20 Hardware Architecture and Function manual, in Inglese.
First edition: July 1983.
(File pdf di 4MB) (Documento sul sito ftp://ftp.groessler.org)

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Pubblicità M20
Pubblicità M20ST - da MCmicrocomnputer 14, Dicembre 1982

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Pubblicità M20
Pubblicità M20ST - da MCmicrocomnputer 20, Giugno 1983

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Pubblicità M20
Pubblicità M20 - da MCmicrocomnputer 29, Aprile 1984

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